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La Capitanata sta colando a picco per la grave crisi economica

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La Capitanata sta colando a picco per la grave crisi economica, sociale ed ancor più di sicurezza pubblica dovuta, oltre che all’inadeguata provvista finanziaria per la gestione del suo vasto territorio, alla riduzione sempre crescente dell’offerta di lavoro e, di conseguenza, alla dilagante criminalità, che ha indotto il Presidente della Provincia: MIGLIO ad intraprendere iniziative eclatanti, come lo sciopero della fame, per richiamare l’attenzione del Governo sulle condizioni di intollerabile disagio vissute dai cittadini di questa provincia.

Non credo che il richiesto distaccamento di una sezione della DIA a Foggia sia l’antidoto al male, perché non rimuove le cause che generano lo stato comatoso del territorio, il quale ha bisogno di un vero e proprio shock istituzionale come il progetto MOLDAUNIA (Molise + Daunia) per liberare tutte le potenzialità del territorio di Capitanata e restituirle il ruolo che le spetta nel novero delle regioni italiane.

L’autonomia è l’unica via per ridare fiducia, coraggio e dignità alla Capitanata, permettendole di realizzare infrastrutture e servizi di specifico interesse territoriale.

Per arrivare però all’autonomia c’è bisogno di un referendum provinciale, promosso da una delibera del Consiglio Provinciale, che n. 16 Comuni della Capitanata hanno già provveduto a richiedere con proprie delibere, in rappresentanza del 40,34% dell’intera popolazione provinciale.

Nella grave situazione di emergenza che vive la Capitanata, è opportuno però che l’iniziativa coinvolga prevalentemente i giovani di oggi, destinati a vivere e gestire il futuro di questo territorio, per cui si chiede ai Dirigenti scolastici di poter accedere ai loro Istituti per illustrare agli alunni delle classi V le radici storiche del progetto MOLDAUNIA e le prospettive di sviluppo che esso apre alla Capitanata ed al Molise insieme.

Affido quindi alla sensibilità dei suddetti Dirigenti la possibilità di recepire questa offerta culturale di conoscenza storica locale ed insieme di proposta istituzionale che rappresenta lo sbocco naturale per salvaguardare il futuro a rischio di entrambe le comunità e far finalmente giustizia dell’antistorica ripartizione regionale che, nella fase costituente, aggregò la Capitanata alle terre di Bari ed Otranto, con le quali non c’era alcun tipo di legame.

L’incontro potrà articolarsi per singole classi, coinvolgendo possibilmente i relativi docenti di storia, oppure coinvolgere, contemporaneamente, tutte le classi in un unico incontro collegiale.

Chiudo col ricordare che: “un popolo che non sa lottare per la propria autonomia, tanto cara ai suoi avi, non ha futuro”.

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