FURBETTI DEL CARTELLINO: LA ASL LI SOSPENDE DAL SERVIZIO. CONTROLLI A TAPPETTO, 85 POSIZIONI ANOMALE, 130 PROCEDIMENTI DISCIPLINARI

0
2477

La Direzione Generale comunica di aver adottato, lo scorso 21 maggio, provvedimenti di sospensione dal servizio a carico degli otto dipendenti destinatari di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari (successivamente revocati). Tali provvedimenti sono stati adottati immediatamente dopo la notifica formale, da parte degli organi inquirenti, della relativa ordinanza della magistratura.

L’ordinanza di custodia cautelare, altamente lesiva, nella sua gravità, dell’immagine dell’intera Organizzazione, non ha purtroppo colto di sorpresa questa Direzione Generale che da tempo aveva avviato una parallela indagine interna. Le indagini della Magistratura sembra abbiano avuto inizio nel 2013 giungendo sino a fine anno 2017. Nel mese di marzo 2018 la Guardia di Finanza ha acquisito dalla ASL documentazione riguardante le attività investigative. Naturalmente, a seguito della acquisizione di tale documentazione, la Direzione, per il tramite della Commissione di Disciplina, ha avviato immediati controlli a tappeto che hanno riguardato l’intera attività di rilevamento presenze, in particolare nell’ambito territoriale del Distretto Socio Sanitario di San Severo.

Sono state esaminate 85 posizioni anomale; sono stati aperti 15 procedimenti disciplinari e comminate altrettante sanzioni che hanno previsto, in alcuni casi, anche la sospensione dal servizio. I provvedimenti riguardanti i dipendenti coinvolti nell’indagine della Guardia di Finanza sono stati, invece, sospesi in attesa dell’esito dell’inchiesta. Tale attività di controllo si è gradualmente estesa a tutti i dipendenti della ASL. Ad oggi sono stati chiusi, per varie motivazioni, 130 procedimenti disciplinari che hanno portato a numerose sanzioni, tra cui sospensioni dal servizio e un licenziamento.

Le attività del Collegio di Disciplina riguardano, oltre ai dipendenti del comparto, anche i Dirigenti, ai quali compete la responsabilità delle verifiche e dei controlli. Si sottolineano, per inciso, le difficoltà con cui una simile indagine viene svolta internamente, avendo l’Azienda a disposizione, quale strumento di controllo, la sola verifica del cartellino dell’orario di lavoro svolto e non potendo avviare ulteriori iniziative che competono solo agli organi inquirenti. Si precisa, inoltre, che, sin dal suo insediarsi, nel dicembre 2015, questa Direzione è intervenuta per regolamentare la gestione delle presenze/assenze e la fruizione di tutti gli strumenti economici accessori.

Notando criticità nel sistema di rilevazione presenze, dovute, in particolare, alla disomogeneità dei sistemi delle tre ex Aziende Sanitarie, non ancora perfettamente integrati a seguito dell’accorpamento nella ASL unica provinciale, ha infatti avviato numerosi incontri con le Organizzazioni Sindacali per ridare un assetto organico, uniforme e rispettoso della normativa agli orari di servizio, alle modalità di fruizione delle ferie e alle attività di rilevazione delle presenze dei dipendenti.

In tema di ferie non godute, constatando una anomala e non consentita situazione di accumulo, dovuta sia alla mancata programmazione da parte dei responsabili che all’assenza di controlli, questa Direzione, a partire da gennaio 2016, ha disposto il consumo pianificato dei giorni di ferie maturati negli anni 2013-2015 e non fruiti per “rilevanti, indifferibili e documentate” ragioni di servizio (attestate da formale autorizzazione). Nel febbraio 2017 si è disposto, altresì, l’annullamento delle ferie residue antecedenti all’anno 2013.

Per quanto concerne la regolamentazione degli orari di servizio e delle attività di rilevazione delle presenze, la contrattazione con le Organizzazioni Sindacali ha portato ad un primo Regolamento, entrato in vigore in data 01/07/2017, successivamente rivisto e deliberato in data 18/04/2019. Pertanto, il Regolamento ha profondamente modificato e ridotto la libertà di esecuzione della prestazione lavorativa, soprattutto attraverso l’abolizione dell’orario libero.

Inoltre, la progressiva informatizzazione delle attività di rilevazione delle presenze; richiesta di congedi ordinari, permessi e mancata timbratura; insieme all’incremento del numero di apparecchi marcatempo (110 in tutto negli oltre 160 presidi aziendali distribuiti nei 61 comuni di pertinenza aziendale), ha permesso di tracciare tutte le attività e di ridurre le possibilità di manomissione delle timbrature.

In riferimento, pertanto, alle indagini specifiche della magistratura sui dipendenti di San Severo, questa Direzione Generale, nell’esprimere la massima fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura, intende dar corso, con assoluta fermezza, a tutti gli adempimenti amministrativi e ai provvedimenti previsti, compreso il licenziamento, ove ricorressero i presupposti di legge. 

La Direzione Generale ritiene opportuna questa ulteriore specifica a tutela dell’immagine dell’Azienda, gravemente lesa, come pure quella di tutti i dipendenti che vi operano con serietà e dedizione e il cui lavoro non deve essere offuscato dai comportamenti inaccettabili e inqualificabili di questi dipendenti che, peraltro, saranno chiamati a rispondere delle loro azioni in termini di responsabilità individuali. È doveroso infatti concludere segnalando che la maggior parte delle persone, donne e uomini (oltre 4.000 operatori di ruolo e oltre 1.000 tra convenzionati e collaboratori) svolge il proprio lavoro, contribuendo alla crescita dell’Azienda, nel rispetto dell’orario di lavoro e delle funzioni assegnate.