Ho contattato telefonicamente il Sindaco Francesco Miglio per esprimere vicinanza umana per le misure di tutela disposte per la sua incolumità.

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COMUNICATO STAMPA

Nella mia azione amministrativa, in tantissime occasioni non ho fatto altro che invocare un concetto straordinariamente banale: il rispetto delle regole. Siano quelle di carattere generale che nei dettagli, ho cercato di farle applicare in una realtà dove tante volte non c’era nessuno, e sottolineo nessuno, che le rispettava.

Dalla burocrazia comunale alla cittadinanza, ognuno in tantissimi episodi faceva quello che voleva.

Posso però asserire con assoluta certezza che le notti insonni in preda all’ansia causata da atti intimidatori è una pena così molesta che non la augurerei neanche al mio peggior nemico. E lo dico perché l’ho vissuta sulla mia pelle da ragazza quando scoppiò una bomba sotto il portone di casa.

Ciò detto, vorrei per un momento condividere un pensiero che prossimamente sottoporrò ai colleghi amministratori.

Posto che a fare luce sulle violazioni penseranno le autorità competenti, urge una riflessione seria e immediata non su come i fatti si sono svolti, questo non è il compito di un ammistratore, questo è di competenza di chi fa le indagini; ma sul perchè tali episodi si sono verificati e soprattutto su come la macchina amministrativa si è mossa singhiozzante riguardo un fenomeno che era facilmente prevedibile.

Nel clima di bufera mediatica che imperversa sulla nostra città, a ripetere continuamente la parola mafia, ci stiamo dimenticando che viviamo ancora in emergenza sanitaria e a nessuno, o meglio a pochi, è interessato analizzare i dati reali, non quelli giornalistici, sul numero di persone presenti e/o assembrate in quei giorni di festa, non solo a Via Luisa Fantasia ma in tantissimi altri quartieri della città in cui altri fuochi pirotecnici sono stati sparati.

Ci sono tanti interrogativi a cui abbiamo il dovere di dare risposte, ad esempio se dobbiamo aspettarci un picco di contagi dovuti agli assembramenti, se l’accensione di quelle batterie è stata antecedente a ore di lavoro in loco.
Sapere se gli episodi di assembramento non ci sarebbero stati con una attività di controllo del territorio intensificata e tante altre domande senza risposta.

Vorrei ricordare sommessamente a tutti, in particolare all’amministrazione che l’immagine della città è devastata, e che la continua spettacolarizzazione della vicenda può nuocere gravemente alla produttività delle nostre aziende, al turismo e allo sviluppo socio-economico del paese.

Con questo non intendo dire che dobbiamo fare come gli struzzi, ma di avere il polso fermo nelle reazioni e di non veicolare o fomentare polemiche sterili e poco produttive.

Lo dico chiaramente senza nascondermi:
se qualcuno si aspettava da me che reagissi con aggressività o violenza deve tenere bene a mente che i gesti di solidarietà, sembrerà cosa strana a molti, ma possono svolgersi anche privatamente senza dover per forza mettere tutto in piazza, e sinceramente provo anche un leggero senso di nausea nei confronti di chi in questi giorni utilizzerà questo argomento per subdole illazioni e per fomentare astio.

Adesso è il momento del coraggio e della serietà. È il momento del dialogo, dobbiamo ascoltarci nei luoghi preposti per ripristinare i fondamenti basilari della vita comunitaria: civiltà, rispetto e soprattutto difesa della nostra identità e della nostra terrà da troppo tempo offesa e mortificata.

Consigliere comunale
Rosa Caposiena

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