La città di San Severo vittima inconsapevole di una perdurante spettacolarizzazione di “massa” potrebbe diventare una tesi di laurea

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Quello che sta accadendo nella mia San Severo è un esempio di come la spettacolarizzazione della realtà può avere riflessi negativi che a pagare è la città in termini di turismo, economia e immagine. Da studentessa universitaria di Scienze dopo gli ultimi accadimenti ho deciso di analizzare la vicenda in termini politici e comunicativi. Dalle ricerche effettuate in questi giorni ciò che è evidente è che la spettacolarizzazione sia diventata ormai la forma di comunicazione scelta dalla politica locale per farsi ascoltare da cittadini e istituzioni. A questo punto mi sembra strano che la gente si stupisce che una fetta di popolazione faccia lo stesso? Utilizzi gli stessi canali comunicativi? Lo stesso lessico? Le stesse strategie  di comunicazione?
Penso allo sciopero della fame del sindaco Miglio per ottenere sicurezza, alla scelta di urlare e insultare i farmacisti mandandogli i Nas salvo poi chiedere scusa.
Oppure allo scegliere in campagna elettorale di distinguere l’elettorato tra gente perbene e gentaglia, dimenticando forse che il primo cittadino ha la responsabilità di tutti i suoi cittadini.
Dubbi e ipotesi di lavoro che trovano riscontro anche tra i protagonisti della politica locale. L’ex assessore alle Politiche Sociali, Mariella Di Monte, scrive sulla sua bacheca Facebook: “Nel momento in cui le aule consiliari divengono teatro di esternazioni degne di una taverna sul porto e le dirette Facebook sono utilizzate per veicolare pesanti insulti all’opposizione e a singoli cittadini, si apre la strada ad ogni possibile degenerazione. Un sindaco dovrebbe essere punto di riferimento per tutti, non garante della sola fazione che lo ha eletto”.
L’ex candidato sindaco Nazario Tricarico ritiene che “La storia delle dirette #Facebook ci sia sfuggendo di mano. Forse dovrebbero essere vietate a livello normativo, sono pericolose. Senza contraddittorio, puoi massacrare chi vuoi senza un filtro a monte. E poi hanno depenalizzato l’ingiuria. La diretta ha qualcosa di violento che non si può spiegare, un aspetto della decadenza dei nostri tempi”.
Anche dal partito di Forza Italia con il consigliere Rosa Caposiena afferma che “Sono anni che chiedo di pesare le parole, di non veicolare sempre messaggi di questo tipo, di non spettacolarizzare ogni minima cosa negativa. È difficile trovare le parole per esprimere ciò che abbiamo provato da cittadini nel vedere su tutti i telegiornali nazionali una notizia simile. Riesco solo a dire che sono molto amareggiata perché l’immagine della città è stata fatta a pezzi. Semmai ne avesse ancora una”.
Il lavoro di ricerca vero e proprio partirà dopo aver definito metodologia e gli obiettivi da raggiungere attraverso l’analisi degli aspetti comunicativi di tali modelli di comportamento nonché la differenza tra politica del fare e politica dell’apparire.
A.P.

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