Cera:”le persone tornino al centro dell’azione politica e vaffanculo alle opere inutili”

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E ancora si uccide
Qualsiasi sia il movente questo omicidio è un fallimento. Non è solo una città, è il livello di relazioni sociali , personali, la sottocultura che alimenta e forma generazioni di ragazzi educati alla violenza. Se i ragazzi pensano di regolare conti con coltelli come avveniva secoli fa, se si ritiene che la relazione sentimentale sia legata ad un concetto di proprietà dell’altro/a, siamo alla fallimento delle comunità educanti di tutte le ispirazioni. Il modello criminale vince e si afferma, nelle sue forme più violente, il dominio del più forte, del più dritto, del più astuto, contro un nemico da annientare, eliminare e poi e poi e poi il disastro del deserto sociale.
Ma il modello criminale non può avere futuro, chi delinque muore prima e spesso in maniera violenta, quelle ricchezze sono false e donano pacchiani e superficiali momenti di apparente visibilità, e chi resiste dentro è già morto se vive con il ricordo della lunga interminabile scia di sangue e la pistola della vendetta sul bancone come nei vecchi western.
Questo non è, e non può essere il futuro della nostra città, dei nostri ragazzi, a condizione che si torni a parlare di persone, che le persone diventino il centro dell’azione politica,sociale, culturale e vaffanculo alle strade, agli edifici, alle opere inutili. A noi non serve l’ultimo bolide ma le strisce pedonali e chi le rispetta per non essere investiti.
(post di Giovanni cera)