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    I CARABINIERI DI CERIGNOLA ARRESTANO I RESTANTI MEMBRI DEL GRUPPO CRIMINALE CHE TENTO’ IL FURTO DI 50 MILIONI DI EURO IN SVIZZERA. IN MANETTE ANCHE TRE PERSONE PER RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE E DETENZIONE DI DROGA.

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    Nella nottata scorsa i Carabinieri della Compagnia di Cerignola, nell’ambito dell’indagine
    denominata “Ocean’s twelve”, hanno chiuso definitivamente il cerchio sul gruppo criminale, che già
    nel febbraio scorso era stato colpito dall’arresto in flagranza di dieci soggetti, cinque dei quali in
    territorio svizzero e altrettanti nell’hinterland milanese, specializzato in furti di particolare
    importanza e complessità che, nella notte tra il 25 ed il 26 febbraio, dopo aver inibito tutti i sistemi
    di allarme di un caveau di Chiasso anche grazie ad un dispositivo jammer del valore di 40.000 euro,
    stavano per abbattere un muro oltre al quale erano custoditi denaro contante e preziosi per un valore
    di oltre 50 milioni di euro.
    L’indagine, condotta dagli investigatori del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia
    ofantina con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, aveva permesso non
    solo di sventare il colpo milionario, grazie anche al contributo dei colleghi delle Compagnie
    Carabinieri di Abbiategrasso e di Como e della Polizia di Chiasso, con la quale era stato creato un
    apposito canale di collaborazione tramite l’Ufficio di Cooperazione Internazionale del Ministero
    dell’Interno, ma anche di arrestare in flagranza buona parte dei membri della banda criminale, con
    l’operazione odierna ha assestato il colpo di grazia al sodalizio, avendo portato ora alla cattura dei
    rimanenti componenti che, a vario titolo, con ruoli sia operativi che logistici, avevano partecipato
    all’organizzazione e all’esecuzione del colpo.
    Si tratta di cinque cerignolani e di un pregiudicato di Bisceglie, finiti in manette in esecuzione di un
    mandato di arresto europeo emesso dall’Autorità Giudiziaria elvetica sulla scorta delle risultanze
    investigative del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cerignola che, acquisite
    tramite rogatoria internazionale, hanno consentito al Giudice svizzero di non avere dubbi circa la
    corresponsabilità degli odierni arrestati nei gravi fatti avvenuti oltre tre mesi fa:
     PINNELLI PIETRO MATTEO, cl. ’88, incensurato di Cerignola;
     RELLA NICOLA, cl. ’56, censurato di Bisceglie (BT);
     SCIUSCO GIUSEPPE, cl. ’63, censurato di Cerignola;
     CALVIO ANTONIO, cl. ’81, censurato di Cerignola;
     PIGNATELLI MICHELE, cl. ’86, incensurato di Cerignola;
     GAMMINO SALVATORE, cl. ’66, incensurato di Cerignola.
    Due pregiudicati di Cerignola si sono resi irreperibili, e sono ora attivamente ricercati.
    Sono ancora detenuti tutti coloro che erano stati arrestati in flagranza di reato, dei quali, quelli
    sorpresi ad Abbiategrasso dopo essere riusciti a scampare al blitz della polizia cantonale, solo da
    qualche giorno si trovano agli arresti domiciliari. Con l’operazione di stanotte, quindi, è stato
    completamente disarticolato il sodalizio criminale, anche se gli investigatori stanno continuando ad
    indagare per scoprire se lo stesso gruppo si fosse già reso protagonista, in passato, di azioni simili.
    Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti restrittivi, i militari di Cerignola hanno operato
    anche tre arresti in flagranza di reato. La prima a finire in manette è stata GAMMINO TERESA, cl.
    ’98, figlia di uno dei membri della banda. L’uomo, infatti, consapevole delle proprie responsabilità e
    del fatto che i Carabinieri potessero essersi recati presso la sua abitazione per arrestarlo, si era
    nascosto in un armadio. La figlia, capito che i militari stavano per scoprirlo, per distogliere la loro
    attenzione dal nascondiglio del padre, ha aggredito violentemente un Carabiniere, venendo perciò
    tratta in arresto per resistenza a pubblico ufficiale.
    In manette, poi, anche un giovanissimo, ancora minorenne, incensurato del posto. I militari, dopo
    aver bloccato il ragazzo nei pressi del cimitero, hanno trovato nel suo borsello circa 50 grammi di
    hashish suddiviso in varie lastrine pronte per lo spaccio. Accusato di detenzione ai fini di spaccio di
    stupefacenti, il minore è stato quindi sottoposto alla misura della permanenza in casa.
    In manette, infine, BANCONE VINCENZO FRANCESCO, cl. ’76, incensurato cerignolano. I
    Carabinieri, nel corso di un’accurata perquisizione domiciliare, hanno trovato nella sua disponibilità
    circa 33 grammi di cocaina purissima, addirittura ancora “in pietra”. La cocaina era stata nascosta
    nello chassis di una lavatrice. Anche in questo caso il malfattore è stato posto agli arresti
    domiciliari.

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