San Severo:” aiutate subito le famiglie”

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Gentile redazione,..
Ho appreso attraverso il messaggio del nostro primo cittadino che per aiutare le povere famiglie disagiate chiede ancora la collaborazione di tutti i cittadini e invita di nuovo a fare offerte su un conto corrente.
LA MIA PRIMA RIFLESSIONE È QUESTA.
Cosa si fa quando si è in emergenza?
Si agisce con velocità. Si aiutano le famiglie subito.
Ebbene LE FAMIGLIE SONO CHIUSE IN CASA DALLA METÀ DI MARZO E IL GOVERNO HA MANDATO GLI AIUTI ALLE POVERE FAMIGLIE.
Il comune però ha provveduto solo per pochi casi.
Le altre famiglie ANCORA NON HANNO VISTO NULLA..

Il sindaco è in ritardo e per supplire oggi chiede alle persone di fare beneficenza per dare aiuto alle povere famiglie attraverso i pacchi in attesa di distribuire i buoni.
Ora Signor sindaco mi rivolgo a lei..
Molte famiglie non possono aspettare ne’ è dignitoso far chiedere telefonicamente ai richiedenti “ ma lei può mangiare?”
Molte famiglie si arrangiavano, non chiudevano sussidi, non erano un peso per lo stato ma portavano avanti la baracca.
Perché non dare priorità anche a queste persone posto che le fasce povere in linea di massima già saranno in carico ai servizi sociali nell’ordinario?
Il governo ha stanziato le risorse per chi “ a causa del coronavirus si trova bloccato a casa e non può più guadagnarsi la giornata” a prescindere dalla situazione di reddito .
La situazione è ben diversa perché ci sono padri di famiglia che magari hanno casa, non prendono sussidi come il reddito di cittadinanza, non lavorano da marzo ma non rientrano tra coloro che hanno requisiti che avete indicato per le priorità.
Trovo molto ingiusto tutto questo.

Ora mi chiedo, dopo tutto questo caos, chiedete ancora e ancora e ancora la collaborazione dei cittadini con la beneficenza per coprire gli errori?

Se gli aiuti sono arrivati perché alle famiglie non sono stati prontamente distribuiti ? Perché questa lentezza?

Ebbene, non voglio contribuire a questa dinamica sbagliata e per questo farò direttamente beneficenza alle persone interessate sperando che chi amministra capisca presto che è anche l’umile e dignitosa gente laboriosa che oggi non può mangiare. Non solo chi risulta “su carta” con reddito zero o senza casa.

Grazia Tridente.
Infermiera in prima linea.