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San Severo: stuprata la “storia” della villa comunale.

Scrive la professoressa Enza Rodio:

“La villa comunale, così comunemente è denominato il giardino storico, è un bene da tutelare come un qualsiasi monumento, perché come il “monumento” è un “ricordo” e quindi la testimonianza di un pezzo di storia della comunità.

Nella villa, la comunità racconta se stessa: ricorda i propri eroi caduti in guerra, celebra i propri figli illustri, rappresenta la propria ricchezza e le proprie ambizioni.

Ogni giardino, pur nella tipicità di alcuni elementi, rappresenta dunque un Uniicum, un patrimonio di bellezza naturale, arte, cultura da conoscere, rispettare e tutelare.”

Da queste parole semplici e lapidarie è possibile comprendere quanto sia stato invasivo e distruttivo l’intervento di rigenerazione portato avanti dall’Amministrazione Miglio.

Dell’asfalto al cemento, l’eliminazione di molti cordoli caratteristici, l’arredo moderno privo di qualsiasi richiamo alla bellezza storica, la fontana “a luci rosse”.
Per non parlare dei campi da calcio e da basket che circondano la splendida Orchestrina datata 1922.

Una vera e propria violenza alla memoria collettiva.
Ringrazio l’architetto Francesco Sessa per le informazioni.
(post di Nazario Tricarico)

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