Leggiamo su una testata locale una replica anonima, ma presumiamo di natura aziendale, rispetto alla nostra richiesta di piantumare gli alberi in piazza Cavallotti.
L’intervento è fuorviante e distorto perché vorrebbe dare lezioncine sul verde urbano, in realtà noi abbiamo citato dati ufficiali sulla consistenza del verde nella piazza, prima del famigerato progetto di parcheggio e chiesto che, a partire da settembre venga previsto un piano di rimpianto delle tante piante morte o estirpate, per esempio lateralmente all’edificio non c’è più un solo albero.
Abbiamo detto anche che tecnici qualificati devono indicare la tipologia degli alberi da mettere a dimora; la nostra sollecitazione è quella di non rimandare alle calende greche questo intervento in modo da dare parziale ristoro alla città privata di decine di alberi e poter verificare l’attecchimento delle piante. Chiedere che si inizi per tempo a programmare le nuove piantumazioni non significa improvvisarsi agronomi. Al contrario, significa chiedere che siano proprio i professionisti qualificati a stabilire quali essenze utilizzare, dove collocarle e come garantirne il corretto attecchimento.
Riqualificare significa migliorare una situazione pregressa e non il contrario.
Queste non sono polemiche ma precise e legittime richieste di pubblico interesse. Noi per tempo abbiamo anticipato tutti i problemi di questa opera: ci è stato detto che non sarebbe stato toccato un albero, che i tempi sarebbero stati rispettati, che non cera nessun problema, invece I fatti ci stanno raccontando un’altra storia.
Ed è proprio per questo che oggi riteniamo doveroso segnalare anche un’ulteriore questione, che non riguarda le polemiche politiche ma la sicurezza e la corretta esecuzione dei lavori.
Intanto vogliamo riportare quanto ci è stato segnalato dai cittadini: un ulteriore problema all’interno del cantiere: il cedimento, nei giorni scorsi, del muro di contenimento a ridosso dell’edifico scolastico e lo smottamento di terreno, come documentato dalle foto allegate.
Chiediamo che vengano appurate le cause di questo cedimento e se le opere effettuate sono coerenti e conformi con quanto previsto nel capitolato d’appalto e agli elaborati relativi alla sicurezza del cantiere.
Per essere più precisi: dagli elaborati progettuali e dal Piano di Sicurezza e Coordinamento, per il sostegno degli scavi erano previste palancole metalliche tipo Larssen 703; nel corso dei lavori, invece, sarebbero stati utilizzati pannelli prefabbricati in calcestruzzo.
Infine chiediamo:
chi ha autorizzato la sostituzione delle palancole previste con i pannelli prefabbricati? Con quale atto tecnico e amministrativo?
Sono state effettuate le necessarie verifiche di stabilità e di idoneità della soluzione adottata rispetto alle caratteristiche del terreno e alla presenza di acqua nello scavo?
La modifica è stata formalmente recepita negli atti di progetto e negli elaborati della sicurezza?
la soluzione adottata era effettivamente quella prevista dal Piano di Sicurezza e Coordinamento o le relative prescrizioni sono state modificate o disattese nel corso dei lavori?
Servono documenti, relazioni tecniche e risposte chiare.
Un parcheggio che non doveva nascere e che non avrà vita facile, come abbiamo documentato con una analisi dei costi di manutenzione, di gestione e di adeguamento i cittadini hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi, come vengono eseguiti i lavori e perché, quando il progetto prevede determinate soluzioni tecniche, nel corso del cantiere se ne adottano altre.
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