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    PILLOLA ROSSA O PILLOLA BLU ?

    Pubblicato

    Studio Legale Casale

    di Pietro Albanese

    “Pillola rossa o pillola blu?” Quante volte abbiamo riascoltato e riflettuto, nell’ arco di questi ultimi anni, sul quella domanda  che “Morpheus” pone a “Neo” nel celeberrimo film “The Matrix” (genere fantascienza – anno 1999) delle sorelle Wachowski. Considerato dai cinefili un “cult”, “Matrix pone allo spettatore attento un interrogativo inquietante: “In che mondo viviamo?” Molti  hanno certamente apprezzato gli effetti speciali del  film, pochi tuttavia hanno compreso i messaggi criptici che le sorelle Wachowski hanno volutamente lanciato attraverso il loro capolavoro. Soffermarmi sui personaggi, tutti strategici del fantasmagorico film, sarebbe  un invito a nozze, ma saremmo costretti a dilungarci troppo anche se, credeteci, ne varrebbe la pena. Vi invitiamo pertanto alla visione della pellicola. A coloro che hanno già visto il film, consigliamo di rivederlo con occhi e orecchi più propensi alla comprensione di ciò che le Wachowski hanno voluto trasmetterci.  Riteniamo che le due registe abbiano deciso di  darci solo un assaggio di ciò che avrebbero voluto comunicarci. Per ovvi motivi hanno dovuto frenare il loro impulso dirompente, servendosi di un aforisma che un grande filosofo del passato, forse il più grande, Thoth, andava sovente ripetendo: ”Chi ha orecchie per intendere, intenda”. Teniamo a precisare che l’ argomento trattato attraverso queste note rispecchia solamente il nostro personalissimo pensiero, aperto a qualsiasi critica da chi riterrà utile esprimerla. Diceva Arthur Schopenhauer: ”Il destino mescola le carte e noi giochiamo”. Non conosciamo il numero degli amici lettori che per caso sono incappati in alcuni nostri articoli divulgati su internet o su riviste alternative; quanti saranno: cinquemila?mille?cento?dieci? Negli anni appena trascorsi, il nostro gruppo di studio, ha   affrontato varie volte la tematica “Anunnaki”, i biblici Nefilim che in tempi remotissimi vennero giù dal cielo. Le risultanze dei nostri studi sulle traduzioni delle  ataviche tavolette sumeriche concernenti gli Anunnaki hanno prodotto in questi anni un risveglio eclatante dell’argomento. Due grandissimi ricercatori, in particolare, hanno avuto il merito di spronarci a spulciare negli abissi della storia: Laurence Gardner e Zecharia Sitchin; purtroppo entrambi sono deceduti rispettivamente il 12 agosto e il 9 ottobre 2010. Sono venuti così a mancare due personaggi ineguagliabili, autori di uno scardinamento senza precedenti delle porte chiuse alla verità. “Acta est fabula ?”(lo spettacolo è finito ?). No, tutt’altro! I due infausti eventi hanno  determinato  la decisione di tornare sui circuiti mediatici alternativi per tentare di contrastare il tam-tam imposto dall’ortodossia  dell’establishment. A dire il vero sono stati gli amici, nonché preziosissimi componenti del gruppo, Roberto Boncristiano, Walter Malatesta, Michele Pensato e Aldo Massa, che hanno insistito tanto perché ci riproponessimo. Avevamo deciso infatti di non rendere mai più note le nostre deduzioni sul retaggio ancestrale donatoci dai Sumeri e vi spieghiamo il perché. Quello che avevamo da dire sugli dei, gli angeli, i Nefilim, gli Anunnaki e gli extraterrestri in genere, lo abbiamo già espresso in diverse occasioni. Continuare a propinarvi dati non ci sembra sia il caso. Riviste, giornali, format televisivi, internet, ne parlano tutti i giorni. Improvvisamente in tanti hanno deciso di salire sul carro dei vincitori. Tutti hanno scoperto gli Anunnaki e il loro pianeta Nibiru. Ma che bravi! Quanti esperti sumerologi in vetrina a far sfoggio di termini quali Dur.An.Ki.(legame cielo-terra), E.Kur.  (casa simile a una montagna) per poi non distinguere  la dea Inanna  dalla dea Lilith o dalla dea Ninhursag. Non che ciò arrechi danno alla causa, perbacco, anche se soprattutto sulla “rete” circolano molte inesattezze , non tutti i mali vengono per nuocere. Tutto sommato anche se c’è grande confusione, un risultato lo abbiamo comunque ottenuto: ”far conoscere i segreti del popolo sumero”. Qualche anno fa amici esperti di esoterismo ed altro ci consigliarono di fare attenzione alle “elucubrazioni” di Sitchin e Gardner, poiché entrambi forieri di una “corrente di pensiero pericolosa”. Là per là non comprendemmo bene il significato di questo consiglio “preoccupato”. Il tempo però è galantuomo e dopo anni di studio delle tavolette sumeriche abbiamo compreso bene il “significato”. Le traduzioni delle tavolette mesopotamiche di terracotta ci hanno tramandato conoscenze su tutti i campi dello scibile umano: cosmogonia, cosmologia, teogonia,  genetica, antropologia, paleontologia, chimica, fisica,  commercio, agricoltura, arte, giurisprudenza e quant’altro. Le informazioni ricavate sono di una “chiarezza” inequivocabile. Insomma per dirla alla maniera di Cicerone: ”Historia magistra vitae” (la storia è maestra di vita). A complicare la “chiarezza” dei Sumeri, purtroppo, ci pensarono gli Egiziani, o meglio i sacerdoti egiziani. Sostenitori convinti dell’occultamento delle conoscenze donate dagli dei agli uomini, i sacerdoti egiziani criptarono le preziose donazioni creando per l’occasione una scuola elitaria di adepti, conosciuta oggi come dottrina esoterica o esoterismo. Molti sono i testi di stampo esoterico consultati in questi anni . Ad oggi, solo uno ci ha favorevolmente impressionati: “Il Kybalion”(2000, copyright by Venexia). Il testo, uno studio della filosofia ermetica del grande Thoth, sottoposto dall’esperto Walter Malatesta, è “illuminante” e unico nel suo genere. Lo consigliamo a tutti coloro che credono ad una   Entità Suprema o Intelligenza Cosmica diversa da quella che ci è stata imposta da almeno due millenni. Sappiamo di esporci ad una infinità di critiche da parte di amici e iscritti alle varie correnti di pensiero esoteriche. La nostra è un’idea e come tale va rispettata, almeno quanto il rispetto che osserviamo per gli esoteristi e non. Gardner e Sitchin, da sempre ritenuti “pericolosi”, in effetti scontentano due fazioni opposte: ortodossi ed eretici. Non che i due “non allineati” ricercatori scomparsi fossero i depositari della verità assoluta. Entrambi, però, hanno contribuito ad aprire una discussione destinata a sistemare, nel grande puzzle, alcuni tasselli che non trovavano  la giusta collocazione. Come già sottolineato prima, non è questa l’occasione per infarcirvi di riferimenti. Il lettore curioso troverà su internet un oceano di informazioni alla voce “Sumeri”. Ma ora torniamo alla domanda inquietante: ”In che mondo viviamo?”. Consentiteci di aggiungere: “ Chi domina la terra?” e “gli extraterrestri esistono?”. L’argomento “extraterrestri” è documentato da una casistica impressionante. Decine di migliaia di casi di avvistamenti (se non centinaia di migliaia) di ufo, di contatti con esseri provenienti da altri mondi e di rapimenti ad opera di entità non ben definite sono documentati da una vasta letteratura a disposizione di chiunque voglia approfondire tale argomento. La coerenza però c’ impone un minimo di prudenza, per l’occasione  doverosa. Buontemponi in giro ce ne sono tanti. Furbi che decidono per vari motivi di prendersi gioco o di lucrare sui “babbani” nascono tutti i giorni. La casistica ridonda di donne e uomini che sottoposti a terapia ipnotica regressiva, raccontano di essere stati addotti e teletrasportati su pianeti di sistemi remotissimi. Di burloni che si specializzano nella realizzazione di falsi crop-circles ne abbiamo le prove. C’è persino chi dice di parlare con Dio, Gesù, la Madonna, i Santi. Insomma, anche se spesso in buona fede, molti credono di essere stati testimoni o vittime di avvenimenti eccezionali. Oggi la scienza è in grado di spiegare molte cose ma…  non tutto! Ci sono centinaia di casi ai quali gli scienziati non sanno fornire soluzioni. Ve ne potremmo citare tanti ma, come  già accennato, non è questa l’occasione. Basterà ricordare i reperti archeologici dell’arte rupestre e i petroglifi risalenti fino al alcune decine di migliaia di anni fa,  raffiguranti mezzi meccanici in evoluzioni aeree. E cosa dire dei grandi pittori rinascimentali che nelle loro opere artistiche inserivano oggetti dalle forme lenticolari? Ora la domanda di fondo è: ”Ma se esistono, sono benevoli?”. Noi non vi forniremo una risposta esaustiva, ma una considerazione che secondo la nostra opinione è: ”No, non sono benevoli”. Nel corso degli ultimi settant’anni, ricercatori e scrittori dei quattro angoli della terra hanno tentato di dare forma e provenienza agli esseri extraterrestri. Tali tentativi hanno generato un quadro molto complesso, dal quale emergono disparate razze aliene: i “grigi” (di vario tipo), i “nordici”, i “rettiliani”, gli “insettoidi”. Altrettanto vari sarebbero i luoghi d’origine di tali esseri: ”Zeta reticuli”,”Alpha centauri”, la “Cintura di Orione”…In pratica, si descrivono extraterrestri lontani da noi anni luce e non  si fa cenno o quasi  dei Nibiruani (o Anunnaki se preferite). Al punto in cui siamo, vale la pena sintetizzare  una brevissima cronistoria dei Nibiruani. Dalla traduzione delle tavolette sumeriche si evince il loro arrivo sulla terra all’incirca 450.000 anni fa. Il nostro pianeta , ricco di minerali, attirò gli “esseri venuti dal cielo”, in particolar modo  l’oro. Ritenuto da sempre il “metallo degli dei”, l’oro fu estratto in quantitativi massicci grazie anche all’aiuto del “lulu”(il lavoratore primitivo), l’essere ibrido creato in laboratorio dagli scienziati Anunnaki, facendo ricorso ad un’ opera di alta ingegneria genetica. Quest’opera si realizzò mediante la fusione del loro DNA con quello dell’essere primitivo che già dimorava sul nostro pianeta, molto probabilmente l’homo erectus. Senza andare oltre, va ricordato che tutte le culture ancestrali del nostro pianeta annotano esseri discesi sulla terra a bordo delle loro navi celesti. Quasi sempre i racconti, registrati nei testi sacri di quelle culture, enfatizzano la ripartenza degli dei verso i loro luoghi d’origine, con la promessa che “un giorno sarebbero ritornati”. E allora, quando i Nibiruani andarano via definitivamente dalla terra, presumibilmente intorno al 600 a.c., è possibile che avessero pianificato un loro “ritorno” condizionato dalla “raccolta” dei minerali estratti dalle viscere della terra (per loro essenziali), la cui estrazione fu affidata  ai terrestri inconsapevoli di un piano oscuro degli stessi dei? L’ipotesi di un loro “ritorno” non potrebbe essere legato ad una indebita appropriazione dell’oro accumulato dai terrestri? Quante migliaia di tonnellate del nobile metallo troverebbero già accatastate, nell’arco di quasi tre millenni, in luoghi facilmente rintracciabili, pronte per essere trasportate “altrove”? “Tutto sommato”, verrebbero a riprendersi, secondo la loro logica, ciò che loro spettava come da cronache mitologiche annotate. Il problema quindi è: ”Tornerebbero con  buone o con  cattive intenzioni?”. Noi propendiamo per la seconda possibilità e non crediamo di essere gli unici a sostenerla. Da diversi anni a questa parte il metallo aurifero subisce un attacco violentissimo da parte di “non ben definiti speculatori”. Il messaggio che viene indirizzato alle masse è questo: ”Venditi il tuo oro, non è più di moda. Realizza denaro e spendilo per tutt’altro”. Considerata l’elevata quotazione del metallo, attualmente intorno ai 34-35 euro con punte di 45 euro al grammo, il crollo delle vendite nelle oreficerie risulta impressionante. Se il consumatore medio non compra più oro, come mai il prezzo del medesimo continua a salire? Chi sono questi “pazzi” che acquistano oro  a prezzo superiore di quattro-cinque volte quello di “mercato”? Cosa c’è dietro tutto ciò? Come avemmo modo di scrivere qualche anno fa, i Sumeri e gli Egiziani davano estrema importanza ad una polverina bianca ricavata da un procedimento alchemico di trasmutazione dell’oro. Shem.an.na. per i Sumeri, M.f.k.z.t. per gli Egiziani, più tardi questa polverina fu chiamata “polvere di proiezione” o “pietra filosofale”. Peculiarità della “polvere di proiezione” sarebbe quella di agire sulla molecola del DNA con particolari benefici sul piano intellettuale, nonché su quello della longevità. Inoltre la caratteristica polverina bianca consentirebbe,  ad un qualsiasi corpo, di levitare annullando la forza di gravità. E, dulcis in fundo, la shem.an.na. consentirebbe  l’accesso ad una “dimensione parallela”. I Sumeri e gli Egiziani conoscevano quindi molto bene i segreti donati loro dagli “dei”. Alchimisti del calibro di Paracelsus, Ireneo Filalete e di Nicolas Flamel, tanto per citarne alcuni, probabilmente riscoprirono il segreto della “Lapis Philosophorum”, ma continuarono a tenerlo “velato”. Era forse per volontà degli “antichi dei” che si continuò nel tempo a tener nascosto il più grande dei segreti, retaggio del dio Mercurio per i Romani, Ermete Trismegisto per i Greci, Thoth per gli Egiziani e Ningishzidda per i Sumeri? Quattro nomi per quattro popoli che fanno riferimento ad un unico dio Anunnaki, Ningishzidda, fratellastro di un altro grande dio, Marduk, entrambi figli del dio Ea o En.Ki. (signore dell’acqua e della terra). Molte cose sono state scritte in tempi recenti su questi ipotetici personaggi. Qualcuno li ha descritti come “pianeti” o “asteroidi”, il che ci sembra francamente fuori luogo. Altri ne ammettevano l’esistenza, ma solo come appartenenti ad una civiltà terrestre estintasi a causa di qualche catastrofe naturale (il diluvio ?). Troppi però si ostinano ancora a non affrontare  la questione del famoso “anello mancante”, che verrebbe risolta se si prestasse maggiore attenzione alle tavolette sumeriche. Quanta reticenza! I nostri scienziati ipotizzano “universi paralleli”, “universi a bolle”, “universi olografici”… e poi ci scandalizziamo se qualcuno propone l’arrivo sulla terra di esseri in carne ed ossa 450.000 anni fa che crearono l’uomo e che… C’è una  sconvolgente pellicola, “Il quarto tipo”,  che i circuiti cinematografici hanno fatto passare del tutto inosservata. La trama del film, tratta da presunti avvenimenti accaduti,   narra di persone fortemente depresse che, sottoposte a terapia ipnotica, rivelano voci in un linguaggio “strano”. I dialoghi, registrati ,  nel corso delle sedute ipnotiche, si rivelano angoscianti. In uno di questi dialoghi una entità non ben definita, rivolgendosi ad una seconda entità altrettanto indefinita, indica la persona “addotta” come “loro creatura”. Particolare significativo è  il linguaggio usato in quel frangente: il “sumero”. Vari ricercatori e giornalisti freelance stanno tentando, da qualche anno, di avvisarci che “forse” c’ è stata una parziale sostituzione di lingotti d’ oro con altrettanti lingotti contenenti tungsteno. E’ noto  che il tungsteno ha un peso specifico molto simile a quello dell’ oro. Infatti mentre la densità dell’ oro è di 19.320 Kg/m3, quella del tungsteno è di 19.250 Kg/m3. Ci troviamo quindi “forse” di fronte ad una truffa dagli aspetti inquietanti ? Falsi lingotti d’ oro in  tungsteno placcato ? In un dibattito del giugno 2011 il congressista repubblicano (americano) Ron Paul sottopose alla Federal Reserve domande imbarazzanti concernenti i depositi auriferi, il loro uso e le giacenze reali. Per tutta risposta l’ avvocato della Federal Reserve, Alvarez Scott, dichiarò che la Federal Reserve non possedeva oro, ma certificati equivalenti al valore dell’ oro al prezzo risalente al 1934. Tale valore fu poi rivalutato negli anni successivi, fermo però dal 1973 e cioè a 42,22 dollari l’ oncia. Vi consigliamo carissimi lettori di andarvi a rivedere il video del dibattimento; vi scoprirete particolari sconcertanti poiché l’ accenno sintetico di queste brevi note costituisce solo la punta dell’ iceberg del documento. Solo e pura congettura? Mah, forse. E’ arrivato il momento di scegliere quale pillola ingerire. Vogliamo continuare a far finta di nulla e continuare a vivere comodamente nel sottobosco della menzogna o vogliamo “svegliarci” come decide Neo nel film “ The Matrix” e affrontare il “vero” mondo reale? Per concludere, sentiamo il bisogno di rivolgerci ai  dotti amici giornalisti, scrittori, articolisti, ricercatori, filosofi, esoteristi, ponendo loro un invito più che un consiglio. Non continuate ad autoreferenziarvi, ad autocelebrarvi, facendo sfoggio della vostra cultura. La conoscenza deve essere messa al servizio di tutti e non appannaggio di pochi eletti che decidono: “Forse è meglio così, il mondo non è ancora pronto alla verità”. Il problema degli extraterrestri è reale, perchè essi esistono! Probabilmente sono in mezzo a noi e comunque ci osservano, ci studiano e chissà a cosa  si stanno o ci stanno preparando. Il mondo vive una fase che solo gli stupidi continuano a chiamarla “crisi”. Questa non è una crisi, è l’intero sistema che implode su se stesso. Se gli extraterrestri esistono e sono benevoli, perché non intervengono? Se noi siamo loro “creature” , perché non ci danno una mano per risolvere i nostri grandi problemi come la fame e la miseria? Se sono tecnologicamente avanti a noi di millenni, cosa aspettano ad intervenire? Finiamola con la storiella della Confraternita Galattica che non prevede interferenze esterne sulle civiltà, lente ed arretrate, distanti dai piani più elevati di civilizzazione nonché intellettuali. Se sono benevoli intervengano e si sbrighino a farlo. Gli astronomi certificano che l’universo, le stelle, i pianeti, non sono luoghi sicuri come sembrano. Le catastrofi cosmiche nell’immenso universo sono eventi statisticamente certi e frequenti. Gli ultimi carotaggi testimoniano una serie di processi ciclici che cambiano la morfologia della nostra terra con una frequenza prossima a riconfermarsi. Come se non bastasse abbiamo  un altro grosso problema purtroppo, quello della sovrapopolazione. Oggi l’ultimo dato demografico   denuncia quasi “otto miliardi” di individui, troppi per un pianeta come la terra. Nel passato Gaia ha già provveduto ad un riequilibrio naturale delle creature che popolavano la biosfera. Prima o poi provvederà di nuovo  poiché dovrà preservarsi dalla dabbenaggine di  un uomo che non conosce limiti, ma che presto dovrà fare i conti con “il proprio limite”. Non è che gli extraterrestri attendano proprio quel giorno, il giorno di un nuovo diluvio universale? “La comprensione è il fine ultimo della ricerca; comprendiamo se vogliamo essere compresi”.

     

     

     

    di   Pietro Albanese.

     

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