L’Antica Cantina replica ai dubbi sollevati nei giorni scorsi.

0
2137

L’Antica Cantina attraverso il suo legale risponde ai dubbi sollevati nei giorni scorsi da Tommaso Rubino con un comunicato inviato alle redazioni dei giornali.

L’avvocato della coperativa vitivinicola osserva: “Allo stato non vi è alcun riscontro da parte della compagnia assicuratrice circa la copertura del danno . Le stime provvisorie sviluppate dalla mia cliente lasciano presumere che nel migliore dei casi sarà possibile recuperare una percentuale variabile tra il 20 ed il 30% dell’effettivo danno subito. La cooperativa poi opera in regime forfettario, ragion per cui l’IVA sugli acquisti costituisce un costo, mentre l’IVA sulle vendite viene trattenuta nella misura del 12,3% mentre la quota versata ammonta al 9,70%. Cosicché lo sversamento subito, lungi dal poter costituire la fonte di un ‘risparmio fiscale’, ha causato un danno anche per il mancato introito del 12,3% dell’IVA conseguente la mancata vendita del prodotto. I serbatoi in parola sono dotati di valvole di sfiato, quindi mai sarebbe possibile un loro accartocciamento. Il deposito dove è accaduto il fatto è fornito di un impianto antifurto in fibra ottica e telecamere a circuito chiuso direttamente collegate alla Società di Vigilanza privata incaricata la quale infatti ha rilevato il fatto ed avvisato il personale della Cooperativa dell’accaduto. Sotto l’aspetto finanziario la Cooperativa è più che sana. Infatti l’ultima vendemmia è stata più produttiva della precedente, cosicché ‘l’Antica Cantina’, con mezzi finanziari propri, ha affrontato il saldo delle uve per un importo pari a 1.740.000,00 euro, erogando – conclude l’avvocato – anche la quasi totalità dell’acconto riferito alla nuova campagna”