A San Severo esiste una specie politica molto particolare: resta in letargo per anni e si risveglia puntualmente quando sente il profumo delle elezioni.
Per mesi, spesso per anni, nessuna traccia. Nessuna battaglia memorabile. Nessuna proposta concreta. Nessuna presenza costante sui problemi reali della città. Poi, improvvisamente, scatta il miracolo: conferenze, dichiarazioni, fotografie, programmi, slogan e promesse a raffica.
Tutti diventano salvatori della patria.
I più sorprendenti sono quelli che spuntano fuori dal nulla. Figure che sembravano aver smarrito la strada per Palazzo Celestini e che, all’improvviso, si presentano come esperti di ogni problema cittadino.
Ma il vero spettacolo è offerto dai veterani, i cosiddetti dinosauri della politica locale. Gli stessi nomi che da decenni orbitano attorno ai luoghi del potere, cambiando schieramenti, simboli e alleanze, ma restando sempre lì. Sempre pronti a riproporsi come il nuovo che avanza.
Ed è qui che nasce la domanda che molti cittadini si pongono: dov’erano tutte queste idee quando avevano l’opportunità di trasformarle in realtà?
Perché parlare di cambiamento è semplice. Spiegarne l’assenza quando si disponeva di incarichi, ruoli e responsabilità lo è molto meno.
Ad ogni tornata elettorale assistiamo alla stessa rappresentazione. Chi ha partecipato alla vita amministrativa della città per anni si presenta come se fosse appena arrivato. Chi ha avuto occasioni per incidere sul futuro di San Severo racconta di avere oggi la soluzione a problemi che esistono da decenni.
Un copione già visto.
La città, però, continua a fare i conti con le stesse criticità. E mentre i cittadini affrontano quotidianamente disagi, difficoltà e aspettative deluse, qualcuno prova ancora a vendere come rivoluzionarie idee che diventano tali soltanto perché vengono annunciate sotto elezioni.
La verità è che San Severo non ha bisogno di campioni della propaganda né di professionisti della promessa. Ha bisogno di persone capaci di esserci anche quando non ci sono voti da raccogliere, fotografie da pubblicare o consensi da inseguire.
Perché la credibilità non nasce dai manifesti affissi uno/due/tre mesi prima delle urne.
Nasce dalla coerenza.
E la coerenza si misura in ciò che si è fatto quando si aveva la possibilità di fare, non in ciò che si promette quando si ha bisogno di essere eletti.
I cittadini non dovrebbero chiedersi chi urla più forte in campagna elettorale.
Dovrebbero chiedersi una cosa molto più semplice:
Dov’erano tutti questi salvatori di San Severo negli ultimi cinque anni?
Michele Di Rodi





