Ogni anno la stessa puzza
I soldi che risparmiate voi li paga la comunità con inquinamento e malattie
A fine stagione, nelle nostre campagne, torna puntualmente il problema della combustione dei tubicini di plastica utilizzati per l’irrigazione dei campi
Bruciarli significa evitare i costi e il lavoro necessari per raccoglierli, trasportarli e conferirli correttamente. Ma quel risparmio ha un prezzo che viene scaricato su tutti noi.
E sia chiaro: non parliamo di tutti i produttori. La grande maggioranza degli agricoltori lavora seriamente e nel rispetto delle regole.
Anzi, chi brucia illegalmente le plastiche fa concorrenza sleale proprio agli agricoltori onesti, che sostengono i costi necessari per raccoglierle e conferirle correttamente.
E non possiamo accettare la solita rassegnazione: «Tanto è sempre stato così e sarà sempre così…»
NO! Non possiamo abituarci al veleno e alla morte
Parliamo di un fenomeno noto, stagionale e prevedibile. Proprio per questo i controlli possono e devono essere programmati, concentrandoli nei periodi e nelle zone in cui questi roghi si verificano.
Occorre promuovere un tavolo operativo che coinvolga, in maniera coordinata, enti competenti e forze dell’ordine, per individuare le aree maggiormente interessate e organizzare presìdi specifici e mirati sul territorio
Ma accanto alla repressione servono anche interventi strutturali, per rendere sempre più semplice e conveniente il corretto recupero e conferimento delle plastiche agricole
É necessario impedire che, ogni anno, tutto continui nell’indifferenza generale
Angelo Masucci







