Dopo il dibattito nato in città in seguito al nostro post sull’annullamento della Fiera dei Santi Pietro e Paolo disposto dal commissario prefettizio, arrivano nuove precisazioni che contribuiscono a ricostruire quanto accaduto negli ultimi due anni.
A intervenire è il presidente dell’AMIP (Associazione Mercatini ed Eventi), che smentisce l’idea secondo cui la precedente amministrazione avrebbe cancellato la storica manifestazione.
«Era programmato con la passata amministrazione, fortemente voluto dalla sindaca, il ritorno della grande e antica tradizione della Fiera di San Pietro e Paolo. Fui convocato personalmente e accettai di collaborare. Avevo persino pubblicato mesi fa il manifesto dell’antica fiera, che avrebbe dovuto svolgersi dal 27 al 30 giugno in via Don Felice Canelli, proprio dove si teneva tanti anni fa. Poi purtroppo sappiamo tutti quello che è accaduto e tutto è stato spazzato via», afferma il presidente Amip.
Quindi l’obiettivo dell’amministrazione Colangelo non era declassare la fiera, ma riportarla alla sua importante tradizione storica attraverso un progetto condiviso con gli operatori del settore.
Sulla vicenda è intervenuta anche l’ex sindaco Lidya Colangelo, spiegando il motivo della scelta compiuta lo scorso anno di sostituire la fiera con una sagra.
«Non si è trattato di un declassamento, ma di una scelta consapevole per aiutare i venditori ambulanti, riducendo il peso dell’imposta prevista dal regolamento comunale. Le sagre, infatti, godono di un trattamento fiscale più favorevole rispetto alle fiere occasionali. Era un modo concreto per sostenere gli operatori e favorirne la partecipazione», ha precisato l’ex prima cittadina.
Quindi la trasformazione della manifestazione in sagra non era stata una rinuncia alla tradizione, bensì una soluzione condivisa con gli ambulanti per alleggerire i costi e creare le condizioni per rilanciare la storica Fiera di San Pietro e Paolo.







