Ormai il Comune sembra l’incrocio tra un reality show, una telenovela sudamericana e una chat di condominio degenerata male. Altro che amministrazione pubblica: qui siamo alla lotta medievale permanente, con guelfi e ghibellini 2.0 che combattono ogni giorno per il controllo del glorioso Regno del Nulla Cosmico.
Da una parte quelli “responsabili”, dall’altra quelli “traditi”, poi quelli “mai stati coinvolti”, quelli “pronti al dialogo” e quelli “profondamente amareggiati”: praticamente più correnti interne che corsie aperte in città.
Ogni giornata regala emozioni incredibili: riunioni urgenti, vertici decisivi, ultimatum irrevocabili, con la tensione emotiva di una finale di Temptation Island. Mancano solo le nomination in aula e poi il format è completo.
Nel frattempo la città continua a vivere in una specie di escape room urbana: traffico creativo, servizi fantasma e buche ormai entrate nel patrimonio archeologico locale. Però guai a distrarsi: c’è sempre una nuova crisi politica da seguire, perché evidentemente il vero problema del territorio è capire quale fazione riuscirà a conquistare la prestigiosa poltrona del “comando di assolutamente niente”.
La cosa straordinaria è la serietà con cui recitano tutti la parte degli statisti feriti: facce tese, appelli alla responsabilità, come se stessero decidendo il destino dell’Europa e non chi dovrà litigare nella prossima riunione.
E il finale è sempre lo stesso: dopo giorni di drammi, accuse, tradimenti e minacce di apocalisse amministrativa, non cambia nulla. Nessuno risolve niente, nessuno molla davvero la poltrona e i problemi restano lì.
Più che una giunta comunale, ormai sembra una compagnia teatrale itinerante: tanto rumore, scenografie decadenti e una trama che non convince più nessuno, tranne gli attori stessi.
Francesco Sderlenga







