La disfatta dell’armata Brancaleone guidata da Lidya Colangelo non è solo il fallimento di una coalizione. È una batosta che investe in pieno tutti i cittadini che l’hanno votata. E, soprattutto, deve essere un monito severissimo per le prossime elezioni.Parliamoci chiaro: la scelta di quella variopinta amministrazione non è nata da un progetto serio per migliorare San Severo. È stata lo sfogo di odi, invidie, passioni cieche e frustrazioni personali. L’ex sindaco Miglio è stato il catalizzatore di questo groviglio di bassi sentimenti. In questo frullatore di bassissima energia – che ha contagiato tutti, dai dotti professionisti ai ceti più umili – si sono inseriti personaggi squallidi. Qualcuno ha fiutato l’occasione irripetibile per risolvere i propri problemi personali (mettere insieme il pranzo con la cena o pagare le bollette arretrate), qualcun altro ha preferito telecomandare il proprio “avatar” per tentare operazioni molto più ghiotte.Una tragedia politica recitata da comparse che entravano e uscivano dalla scena, mentre la claque applaudiva o fischiava a comando. Uno spettacolo squallido, pagato interamente di tasca propria dai cittadini di San Severo. Adesso basta! Se vogliamo essere minimamente seri e maturi, dobbiamo trarre un insegnamento da questo disastro, anche solo per puro interesse personale. Basta con il mito delle “facce nuove”: Una faccia nuova non è sinonimo di competenza. Se state male, cercate un medico competente, non uno simpatico o “nuovo”. In politica funziona allo stesso modo. Incoraggiamo il merito: Dobbiamo avere la forza di candidare e votare persone con un curriculum professionale riconosciuto. Dobbiamo smetterla di bocciare qualcuno solo perché “ci sta antipatico”, perché è spocchioso o perché proviamo un’inconfessabile invidia per i suoi successi.Attenzione, perché le manovre sono già partite. Quelli che sono stati cacciati dalla cosa pubblica con ignominia stanno già cercando i loro “cavalli di Troia” per rifarsi il look e ripresentarsi alle prossime sfide.Lancio un appello finale alla cosiddetta borghesia illuminata di San Severo: uscite dai vostri gusci rassicuranti! Prendete con coraggio le redini di questa città, come si faceva nei secoli scorsi. Altrimenti, la “corte dei miracoli” tornerà a occupare la scena in modo rumoroso e drammatico. E a pagare il prezzo saremo ancora una volta tutti noi.
Nicolangelo De Bellis







