Esattamente due anni fa gli elettori di San Severo nelle urne avevano detto chiaramente che volevano essere governati per cinque anni da Lidya Colangelo e non da Masucci.
Questa limpida volontà popolare è stata cancellata e calpestata da tredici consiglieri comunali che nel tardo pomeriggio dello scorso 5 giugno si sono incontrati nell’ufficio di un notaio per firmare il commissariamento della città.
Dopo solo pochi giorni, precisamente l’8 giugno, era fissato il Consiglio Comunale, sede naturale del confronto democratico, ma loro hanno preferito nascondersi in uno studio privato, anziché andare in consiglio, votare una formale mozione di sfiducia e spiegare davanti ai cittadini la loro scelta di far commissariare la città.
Forse pensavano che così sarebbero rimasti nell’ombra, anonimi, indistinti.
Ma non è andata come speravano.







