Fare la spesa costa di più. Fare benzina costa di più. Le bollette costano di più. L’unica cosa che sembra non aumentare è il potere d’acquisto degli italiani.
Ogni rincaro viene presentato come inevitabile: una crisi, una guerra, un’emergenza, una nuova tassa. Le giustificazioni cambiano, ma il risultato resta sempre lo stesso. A pagare è il cittadino.
Il problema non è soltanto spendere di più. È spendere di più senza vedere servizi migliori. Sanità in difficoltà, infrastrutture carenti, trasporti insufficienti e una pressione fiscale che continua a pesare su famiglie e imprese.
La cosa più preoccupante, però, è un’altra ci stiamo abituando. Ci lamentiamo, protestiamo sui social e poi accettiamo tutto come se fosse normale.
Ma non è normale lavorare di più per permettersi di meno.
La vera domanda non è quanto aumenteranno ancora prezzi e tasse. La domanda è fino a quando i cittadini continueranno ad accettare che il costo della vita cresca più velocemente dei loro stipendi.
Perché quando la rassegnazione prende il posto della partecipazione, chi decide sa già di poter chiedere altri sacrifici. E ottenere, ancora una volta, il silenzio.





