Tra il 1945 e il 1946, due Giunte Comunali di San Severo riscrivono gran parte della toponomastica con delle delibere che cambiano i nomi di numerose strade, stradine, piazze, viali famosi e di due storici edifici scolastici. Le due Giunte dell’epoca erano guidate dai Sindaci Giuseppe Fiore (1945) e da Emilio Amoroso( 1946). I due viali che cambiarono nome furono viale del Littorio con” viale 2 giugno” e il viale della stazione passò da Italo Balbo a “ Giacomo Matteotti”. Il Teatro del Littorio a “ Teatro Comunale”. Due prestigiosi Edifici scolastici cambiarono intitolazione: da Rosa Maltoni ( madre di Benito Mussolini) a “ Giovanni Pascoli “ e da Principe di Piemonte a “ Edmondo De Amicis ” per commemorare il centenario della nascita del famoso scrittore. Avvenne il cambio di piazza Vittorio Emanuele II con “ Piazza Della Repubblica” ; corso Umberto 1° sarà “ Corso Gramsci”; da via Carlo Alberto e via Carlo Emanuele si passa a via “ Mario Pagano” e via “D omenico Cirillo. Questi ultimi nomi sono stati due grandi protagonisti della Repubblica Partenopea del 1799. Un doppio cambio vide via Mercantile (oggi via Recca) che , nel 1937, era intitolata al sottotenente Furio Leuzzi. Venne ripristinato il nome originale di “ Vico Ebrei” , eliminando la dedica a Dante Cassano. “ Via San Matteo” riprese il nome del Santo, revocando l’intitolazione ad Arduino De Girolamo. Per “via Zannotti” fu revocata la dedica a Enrico De Troia. Questi interventi non furono solo atti amministrativi, ma rappresentarono una svolta politica e simbolica precisa di rottura con il passat o per affermare i valori democratici emergenti nel secondo dopoguerra. Se la < <defascistizzazione>> del 1945 servì a cancellare il regime, il referendum del 1946 portò alla <<de-monarchizzazione>>, trasformando il volto delle città italiane, inclusa San Severo. Si voleva che il cittadino, camminando per strada, non leggesse più i nomi di chi aveva portato il Paese alla guerra, ma quelli di chi aveva lottato per la libertà o rappresentava l’identità storica profonda della città. Il Corso Garibaldi è un caso particolare: è uno dei pochi nomi che ha attraversato indenne monarchia e repubblica, poiché Garibaldi era una figura di sintesi accettabile per tutte le epoche così come il Monumento ai Caduti per la Patria( Inaugurato nel 1923, è un’opera dello scultore Amleto Cataldi, figura di spicco nel panorama artistico dell’epoca)Questo monumento – collocato in Piazza ”L.Allehato” , già Piazza Plebiscito– all’epoca dell’inaugurazione, la “nudità” della figura sollevarono polemiche accese tra i cittadini, poi superate dalla ferma volontà della Giunya Comunale dell’epoca. . La Tranvia Torremaggiore-San Severo, inaugurata nel 1925, fu considerata un “vanto di Capitanata” del periodo fascista. Sebbene la linea sia stata smantellata nel 1962, restano tracce storiche della sua esistenza nei documenti e nella memoria urbanistica. Comunque ancora oggi è possibile che su palazzi privati o angoli meno frequentati del centr o storico sopravvivano piccole targhe in marmo o incisioni che riportano vecchie diciture, spesso lasciate per incuria o come testimonianza storica minore. Concludiamo con una polemica cittadina di stretta attualità: la funzione di Piazza Cavallotti- già Parco della Rimembranza (Caduti del 19115-18) inaugurato nel 1923, oggi sede di un costruendo “IMMAGINIFICO “, “ARTISTICO”, Parcheggio interrato incollato “MAESTOSAMENTE” a pochi centimetri DALL’ INGRESSO PRINCIPALE di uno dei più antichi e STORICI Edifici Scolastici di San Severo. Ma qui la STORIA non c’entra bensì come direbbero nel Bronx :• ‘this is just business …(…questi sono solo affari).
di M.Monaco







