È di oggi la notizia delle dimissioni dell’assessore Marino che assume di aver fatto tale scelta nella consapevolezza – così scrive – che “Abbiamo fallito. Stop. Non ci sono scusanti. E per questo, cara San Severo, ti chiedo scusa a titolo personale”.
Invero, l’assessore Marino da tempo avrebbe dovuto chiedere scusa – a solo titolo personale – per la sua incapacità di scegliere e di rivestire il ruolo che, troppo benevolmente, il Sindaco gli aveva affidato e confermato.
Non possiamo, infatti, dimenticare l’affidamento dei lavori, a soggetto a lui vicino, avallato dalla produzione di falsa documentazione. Ebbene, proprio lui ben conosceva l’impresa che, senza avere i minimi requisiti richiesti per quell’appalto assegnato sottosoglia e quindi senza procedere ad alcuna gara, aveva ottenuto quell’affidamento diretto, essendo il titolare suo amico personale tra gli invitati al suo matrimonio.
Dovrebbe chiedere scusa per aver sostenuto alle ultime elezioni regionali un candidato non della sua Città che, appena nominata assessore al turismo, ha dimostrato di non conoscere neanche la geografia della sua regione.
Dovrebbe chiedere scusa per aver sostenuto un Presidente che aveva promesso di azzerare le liste d’attesa, ma è sotto gli occhi di tutti la attuale situazione della sanità regionale, con pazienti in attesa di ricovero abbandonati nelle corsie dei pronto soccorso senza possibilità di posti letto per chi non ha la fortuna di disporre del solito compare di turno, con l’aggravio dell’aumento dell’addizionale irpef disposta proprio da chi lui ha fatto votare.
Soprattutto dovrebbe chiedere scusa perché il settore a lui affidato è quello realmente fallimentare; dai lavori di piazza Cavallotti, alla manutenzione delle strade letteralmente bloccati, per quell’incapacità di dare impulso che dovrebbe appartenere in primis a chi quel settore deve amministrare.
Allora ben vengano le sue dimissioni, del resto a tutti è evidente che tale scelta è solo il proscenio del solito “salto della quaglia”.
AVV.Ettore Censano







