Comprendo l’euforia di qualcuno che, fallito il primo tentativo, oggi spera in una rimonta. Per chi non ha mai fatto politica, può anche starci.
Ma chi ha davvero a cuore la città, e non gli individualismi personali, sa bene che un probabile scioglimento del Consiglio comunale — ammesso che ci siano le firme — non rappresenterebbe una vittoria per nessuno, ma un ulteriore danno per l’intera comunità.
Sarebbe il fallimento della politica, tutta.
Lidya Colangelo oggi non paga semplicemente un’incapacità amministrativa, ma soprattutto il peso di una maggioranza “multicolor” che l’ha pungolata praticamente dal giorno dopo l’elezione.
Forse una cosa ha sbagliato, avrebbe dovuto adottare il metodo dei suoi “predecessori” alle prime legnate, essere lei a dire: “ TUTTI A CASA”
Ma anche qui ha pesato l’inesperienza politica.
Il compito dell’opposizione “politica” non può ridursi a una semplice addizione di numeri o convenienze.
Deve certamente vigilare e incalzare chi governa, ma allo stesso tempo costruire un’alternativa credibile che possa governare concretamente la città.
E oggi, questa alternativa, semplicemente non c’è.
Se questa amministrazione dovesse andare a casa domani, senza un progetto serio e una visione nuova per la città, il rischio sarebbe quello di ritrovarsi ancora una volta davanti a un “minestrone politico”: alleanze costruite solo per sommare numeri, senza identità, senza coraggio e senza una reale idea di futuro.
Perché oggi non basta mandare qualcuno a casa. Serve costruire un’alternativa credibile, capace di mettere finalmente al centro i bisogni della città e non le ambizioni personali.
Post – FB – Mariella Romano







